Diet culture, tra grassofobia e thin privilege

Cosa è la diet culture? E' un complesso di credenze e convinzioni secondo cui la magrezza viene associata a salute, benessere, bellezza e di conseguenza viene demonizzato ciò che non è magro.

Come effetto secondario si ha anche la demonizzazione di alimenti o "diete" che non "fanno dimagrire" o ancora la demonizzazione di forme corporee che non corrispondono a questo ideale di magrezza e "perfezione" ad esso associato.


Già il fatto che esista una parola come "grassofobia" la dice lunga sulla società in cui viviamo e siamo cresciuti. Non penso che nessuno di voi abbia mai sentito parlare di "magrofobia" o qualcosa del genere. Esatto ecco il punto.


Partiamo dal presupposto che la società grassofobica è uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo alimentare. Chi vorrebbe essere additato come "quell* grass*" e non essere accettat* pienamente dalla società?


Vi riporto i dati di uno studio condotto negli anni '50 su un gruppo di bambini di 6 anni a cui è stato chiesto loro di usare 6 termini per definire le persone grasse e quello che è emerso con maggiore frequenza è stato "bugiardo, sporco, stupido, brutto, imbroglione". Sicuramente non è farina del loro sacco perché dei bimbi di 6 anni non penso che autonomamente possano avere un'idea così precisa sull'argomento "grasso".

I bimbi sono delle spugne, assorbono tutto quello che sentono in casa e fuori.

Ok questo studio è un pochino datato ma secondo te sarebbe tanto diverso se venisse fatto ora?


Quando un bambino cresce con l'idea che se sei grass* hai scarsa capacità di autocontrollo, se malauguratamente dovesse diventare sovrappeso la sua autostima si ridurrebbe notevolmente. Infatti, un altro studio condotto in America ha evidenziato che è più probabile che un soggetto in sovrappeso o obeso interrompa la sua carriera scolastica piuttosto che uno soggetto normopeso (questo perché oltre alle mille preoccupazioni legate allo studio, in questo caso si aggiungono anche le preoccupazioni del giudizio altrui quando si va alla lavagna o quando si passa nei corridoi). Andando avanti, chi ha fatto domanda per le scuole prestigiose era per lo più normopeso, un caso anche questo? Se la tua autostima è bassa è difficile pensare di iscriversi a un college prestigioso.

Questo è uno degli effetti della nostra società grassofobica.


E vogliamo parlare dei professionisti?

Quanti non si sentirebbero a proprio agio nel mettersi nelle mani di un nutrizionista in sovrappeso o obeso? Come se questo potesse influenzare il suo modo di lavorare o la sua conoscenza della materia. O ancora, quanti non si sentirebbero a posto a farsi curare/visitare da un medico grasso? Se è grasso sicuramente non è troppo affidabile.

E un* psicolog*? O un personal trainer? O un* ostetric*?

Potrei citare altre mille professioni per cui spesso non ci si sente a proprio agio per il peso o la taglia della persona che abbiamo di fronte. Automaticamente però se il professionista è normopeso ha un valore aggiunto, o meglio viene comunque giudicato in base al suo operato e non alla sua forma fisica.


Sempre in una società del genere ci sentiamo liberi di commentare la forma fisica altrui, dando per scontato che se una persona è dimagrita allora "oh ma come stai bene ORA", oppure "cavolo che brav* che sei dimagrit*!" senza pensare che dietro a quel calo ponderale ci può essere un periodo di stress o anche una patologia.

Dall'altro lato, quando vediamo una persona che ha preso peso ci sentiamo in dovere di dire che "hai messo su qualche chiletto, eh?!" oppure fare commenti sottili della serie "dai anche se salti pasto non muori di fame" o ancora "beh si vede che non hai fatto la fame questo periodo".

Ma la frase peggiore forse è "come staresti bene se perdessi quei chili di troppo!".


Altri commenti che vengono spesso fatti senza pensare sono quelli rivolti alla dieta: siamo convinti che se si è in sovrappeso si sia a dieta e ancora che se si sta facendo una dieta sicuramente è super-ipocalorica e quindi va seguita al grammo perché se no guai! E qui arrivano tutti i commenti di quando magari sei a mangiare fuori e ordini un piatto NORMALE, un primo magari (?) e i commenti che vengono fatti, specialmente dalle donne ahimè, sono "ma non eri a dieta?" oppure "e la dieta dove l'hai lasciata?".


Alla base di tutti questi ragionamenti sta il fatto che

- se sei magr* sei carin*, puoi piacere e sei in salute

- se sei grass* mmh devi giocartela con il carattere perché a chi potresti mai piacere così?


Ovviamente queste due affermazioni sono provocatorie nonché estremamente sbagliate.

Ma servono per mettere in evidenza l'altra faccia della medaglia, ovvero il "thin privilege", cioè il privilegio di essere magr* da cui derivano i pregiudizi positivi di cui godono le persone magre. Chi di voi, normopeso, ha mai pensato di essere un* privilegiat*? Beh effettivamente per come stanno le cose la società vi considera così. Basti pensare alla facilità con cui si trovano i vestiti quando si va a fare shopping, ci sono 394754 abiti di taglia 40-42, ma per le taglie più grandi? E' facile allo stesso modo? E soprattutto, ok esistono le "taglie forti", che già come nome la dicono lunga, ma ci sono di TUTTI i vestiti?

Ci sono aspetti negativi anche in questo caso, considerando la magrezza come un ideale estremo, un mantra di vita, quante volte vi sono stati rivolti commenti inerenti al vostro peso? o alle poche curve? o al fatto di essere "minuti" o di occupare "poco spazio"? o ancora, spesso viene dato per scontato che se siete "così magr*" allora è ovvio che "mangi come un uccellino!".


E' un modello di società che danneggia tutti, che non tiene conto delle storie delle persone.

Non si è grassi perché si è pigri, svogliati, senza autocontrollo.

Non si è magri perché pimpanti, attivi, pieni di autocontrollo e di forza di volontà.


Un articolo a parte andrebbe fatto per spiegare come i commenti e le osservazioni che facciamo "in buona fede" influenzano negativamente la vita delle persone che abbiamo davanti. Così come il modo di pensare dei bambini.

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Ciao, grazie per essere passato.

Sono una dietista e vorrei aiutarti a trovare un equilibrio nella tua alimentazione!

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